Specifiche contrattuali incoerenti rispetto alle esigenze dei clienti. Costi inutili e rimborsi improbabili. Se le lettere Ivass vengono ignorate e le Compagnie non intervengono, tocca a noi Agenti sensibilizzare e mettere in guardia gli assicurati. Ad esempio ricordando loro che dal 22 febbraio…

di Carlo Colombo Da: UEA Unione Europea Assicuratori Inviato: martedì 15 marzo 2016 14.36

intermediario_2Faccio seguito a quanto tante volte ribadito da Uea nel corso degli anni circa l'importanza di affidarsi ad un intermediario professionista per la scelta delle coperture assicurative, per soffermarmi su alcune delle principali storture riscontrate nell'analisi delle polizze legate a mutui e finanziamenti e dell'operato di banche e intermediari creditizi (che, ovviamente,non si sognano nemmeno di confrontarsi con proprie “Commissioni tecniche” con le Compagnie per l'adeguamento di coperture e processi alle esigenze dei clienti). Dall'ultima indagine congiunta Ivass/Bankitalia emerge che: - Ricorrono macroscopiche carenze, limiti ed esclusioni incoerenti con le esigenze del cliente. Esempio classico: la durata della copertura è inferiore alla durata del finanziamento o le rate rimborsabili sono inferiori a quelle mancanti. - Viene richiesto un premio per garanzie di cui il cliente non potrà mai usufruire (garanzie rotanti). - Si assicura la “perdita di impiego” a persone che non sono in possesso dei requisiti per ottenere l'indennizzo previsto, nonostante l'intermediario finanziario debba disporre di questa informazione per l'istruttoria del finanziamento (es. dipendente partime, pubblico o privato). - Spesso i clienti che interrompono il finanziamento hanno difficoltà a farsi rimborsare il premio non goduto. - Queste polizze facoltative, costose e di cattiva qualità, si trovavano abbinate ad oltre l'80% dei finanziamenti. (Facoltative?!?) - In molti casi i clienti firmano moduli di adesione con prestampata la dichiarazione attestante “il buono stato di salute” senza nessuna preventiva verifica dello stesso. - A molti clienti vengono proposti premi unici anticipati, pregiudicando di fatto l'opportunità di usufruire delle detrazioni fiscali negli anni seguenti, magari poi finanziando anche questi, arrivando a percepire provvigioni superiori al 50%. A fronte di ciò, le Compagnie operanti in questa nicchia di mercato – nonostante le raccomandazioni dell'Ivass del 17 dicembre 2013 – da un lato non effettuano le verifiche di adeguatezza e di controllo dell'operato delle reti commerciali di cui si avvalgono, e dall'altro non si fanno remore a contestare le richieste di indennizzo degli assicurati, arrivando a devastare le finanze di intere famiglie. Riassumendo, la logica sembra essere: prima incasso il premio, poi se c'è il sinistro contesto! Ma questa prassi come si pone con i dettami del Codice Etico emanato dai Consigli di amministrazione di queste Imprese? Visto com'è andata con la sopracitata lettera Ivass del 2013, ho qualche dubbio che questo ulteriore intervento delle Autority produrrà gli effetti sperati, salvo che – come già successo in passato – non scendano in campo gli Intermediari professionisti in assicurazioni. Come? In primis informando i clienti che, dal 22 febbraio di quest'anno, sia per le polizze vita che danni legate ai finanziamenti il contraente: - deve ricevere due informative precontrattuali distinte, una per la polizza e l'altra per il finanziamento con specifica dei rispettivi costi (forse così finiremo di sentirci ripetere dai clienti che la polizza è data gratuitamente!) e della rata dovuta per il finanziamento distinta da quella del premio assicurativo; - deve ricevere, dopo la stipula della polizza, tempestiva comunicazione delle caratteristiche della copertura, con indicazione delle modalità di recesso e di riduzione della rata; - ha 60 giorni di tempo per recedere dal contratto con rimborso del premio o riduzione della rata. Se la forza degli Agenti, storicamente, è la prossimità al Cliente e la capacità di sviluppare relazioni di fiducia, trasferire queste informazioni agli assicurati è un altro modo per tutelarli e fare i loro interessi, così come lo è denunciare le pratiche che gettano discredito sull'intero settore assicurativo adombrando chi - lato Compagnie e lato Intermediari - opera in modo etico e professionale.

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